Diboscamento
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Il diboscamento (o disboscamento [1]), indica un programma di abbattimento degli alberi. Le ragioni per cui si procede a tale operazioni possono essere molteplici. Quando il diboscamento è esteso e duraturo, effettuato per motivi commerciali o per sfruttare il terreno per la coltivazione, si parla di deforestazione, con accezione negativa. Per deforestazione si intende quindi l'eradicazione della superficie boscata con effetto duraturo, anche se non necessariamente definitivo; per diboscamento si intendono quelle operazioni appartenenti alla selvicoltura naturalistica che, se effettuate tramite una oculata selezione delle piante da abbattere, possono provvedere al mantenimento in salute delle superfici forestali esistenti e allo sviluppo delle giovani piante preservandole per il futuro.
Un esempio di disboscamento è quello messo in atto giornalmente dai corpi forestali dello stato che attraverso il taglio delle piante malate, vecchie, secche, bruciate,... cerca di preservare la salute e l'integrità delle zone boscate. Un esempio di deforestazione è l'eredicazione illegale di alcune zone boscate per la costruzione di opere murarie, attività agricole o commerciali di vario tipo.
Fin dall'antichità si dibosca per ottenere la legna da ardere per il riscaldamento domestico o da usare come materiale da costruzione, per ottenere nuovi terreni da destinare all'agricoltura e all'espansione urbana. Questo fenomeno interessa soprattutto le aree tropicali dove vengono eseguite con il metodo del "taglia e brucia": dapprima si abbattono gli alberi e poi si incendia il sottobosco rimanente. Una volta terminato l'incendio si sarà depositata sul terreno della cenere che fertilizza il terreno.
Questo sistema arreca gravi danni all'equilibrio dell'ambiente naturale, infatti la cenere fertilizza per poco tempo il terreno, mentre la distruzione del sottobosco distrugge in tutto e per tutto l'habitat della foresta pluviale accelerando fenomeni erosivi del terreno. Dopo pochi anni si deve abbandonare il terreno e diboscare un'altra area. Inoltre l'utilizzo del fuoco è molto pericoloso perché danneggia la fauna e spesso sfugge al controllo causando danni ancora più gravi. Questo fenomeno, ancora molto frequente nella foresta amazzonica e in crescita in molte altre aree del pianeta, porta via molti alberi al polmone verde della Terra. I paesi maggiormente interessati da questo fenomeno (spesso anche connesso con attività illegali) sono Cina, Colombia, Congo[2], Brasile, India, Indonesia, Myanmar, Malesia, Messico, Nigeria e Thailandia, che insieme compiono più del 70% di diboscamento mondiale.
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[modifica] I danni della deforestazione
Le piante verdi aiutano a mantenere stabile la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera (attraverso la fotosintesi clorofilliana). L'utilizzo di combustibili fossili ed il diboscamento stanno causando un aumento di CO2 nell'atmosfera, che ha diretta influenza in fenomeni come l'effetto serra ed il riscaldamento globale. Gli effetti negativi del diboscamento sono numerosi e comprendono:
- l'effetto serra
- desertificazione nei territori secchi
- erosione, frane e smottamenti nei territori piovosi e collinari
- inquinamento degli ecosistemi acquatici (a causa del dilavamento delle acque)
- sottrazione di risorse per le popolazioni indigene
Il diboscamento (sia volontario che non voluto) è il risultato della rimozione di alberi senza che vi sia una riforestazione sufficiente. Ci sono molte cause di ciò, che possono variare da una lenta degradazione forestale ad improvvisi incendi, ad intense attività di pascolo. Mentre il diboscamento delle foreste pluviali tropicali ha attirato l'attenzione dell'opinione pubblica, le foreste torride tropicali stanno scomparendo ad una velocità sostanzialmente più alta. Invece di catturare le precipitazioni, che filtrano poi nel sottosuolo, le aree diboscate diventano aree di veloce deflusso acquifero superficiale. Il diboscamento contribuisce inoltre ad una riduzione dell'evapotraspirazione, che diminuisce l'umidità atmosferica e le precipitazioni; ad esempio nel Nord e nel Nord-ovest della Cina la media delle precipitazioni annuali è diminuita di un terzo tra il 1950 e il 1985. Anche la produzione di legname può essere una causa di diboscamento, ma in misura inferiore alle cause su esposte. Le foreste sono un'importante riserva di carbone, sono fondamentali per il ciclo del carbonio, risanando l'aria dall' anidride carbonica e altri agenti inquinanti.
I boschi e le foreste sono inoltre importantissimi ecosistemi con una elevatissima biodiversità in cui vivono numerosissime specie viventi.
Sono anche oggetto di bellezza estetica, naturalistica e culturale. Il diboscamento comporta la perdita di questi valori, del rispetto delle foreste e in generale dell'ambiente.
[modifica] Controllare la deforestazione
I metodi per controllare e ridurre la deforestazione sono numerosi, ma tutti dipendono dalla volontà politica di attuarli, anche in contrasto con forti interessi economici, spesso legati all'economia del diboscamento illegale, un business che si aggira intorno ai 150 miliardi di dollari annui [3].
Fra questi vi è prima di tutto una agricoltura sostenibile, che attui sistemi di rotazione delle colture e che utilizzi meno territorio. Questo non è affatto scontato nei paesi in via di sviluppo dove la popolazione è in rapida crescita.
Una corretta gestione delle foreste è alla base di tutto. Alla Conferenza di Rio del 1992 si è proposto un sistema gestione forestale sostenibile (GFS), con lo scopo di controllare il patrimonio e gli ecosistemi forestali a livello mondiale. A questo è seguita la formazione di alcune organizzazioni come il Forest Stewardship Council, attivo per la salvaguardia delle foreste tropicali, del Nord America e dell'Europa: FSC certifica i prodotti costituiti da materie prime che non consumano il patrimonio forestale.
La deforestazione continua ad avanzare, e si sta rendendo necessario attuare politiche di riforestazione. Ad esempio in Cina il governo ha chiesto ai cittadini di contribuire piantando alberi. Anche numerose associazioni si occupano della riforestazione, ma sembra che gli sforzi non siano completamente condivisi a livello mondiale. L'unico paese che ha aumentato il proprio patrimonio boschivo nel corso del XX secolo mediante politiche governative è Israele. In Europa il diboscamento sembra aver rallentato la sua corsa, ma in paesi come l'Italia questo sembra più essere dovuto all'abbandono del patrimonio boschivo e in parte di quello agricolo, piuttosto che ad una loro oculata gestione.
Per i boschi e le foreste italiani sono in vigore già dagli anni 20 del secolo scorso (R.D.3267/1923), per tutte le proprietà pubbliche e per le grosse proprietà rivate, dei Piani di gestione forestale e ambientale che hanno la finalità principale di tutelare e sviluppare il territorio boscato.
[modifica] Note
- ^ demauroparavia.it
- ^ Il saccheggio delle foreste del Congo. Rapporto di Greenpeace, 2007.
- ^ OCSE / OECD Environmental Outlook (Parigi: OCSE, 2001), p. 122.
[modifica] Voci correlate
- Diboscamento illegale
- Desertificazione
- Effetto serra
- Gas serra
- Protocollo di Kyōto
- Rimboschimento
- Ciclo del carbonio
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